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Scritto da: Dott.ssa Silvia Baldini, il 24/05/2024 | #Cura e Prevenzione

Carbossiterapia: cos’è e cosa può trattare

La carbossiterapia è la scelta giusta per trattare la cellulite, l’invecchiamento cutaneo e le cicatrici




La carbossiterapia è un trattamento medico non invasivo che prevede l’utilizzo di anidride carbonica per via sottocutanea. Questa tecnica permette di trattare tipologie di inestetismi e patologie (inclusa la cellulite, l’invecchiamento cutaneo e le cicatrici) e viene particolarmente apprezzata per gli ottimi risultati che permette di ottenere.

Nonostante l’anidride carbonica (CO2) venga spesso associata a tematiche negative, in particolare all’inquinamento atmosferico, in pochi sanno che in realtà essa può rivelarsi un importante alleate nella medicina estetica.

In questo articolo vedremo cos’è la carbossiterapia, descrivendone il funzionamento e le controindicazioni.


Cos’è e come funziona la carbossiterapia

La carbossiterapia è un trattamento medico che prevede l’iniezione di anidride carbonica al di sotto della cute. Si tratta di una terapia che nasce molti anni fa nel campo dell’angiologia, al fine di migliorare l’ossigenazione dei tessuti.

È una terapia non invasiva e abbastanza facile da tollerare, particolarmente utilizzata per curare inestetismi e difetti estetici.

Utilizzando un apposito ago, viene iniettata dell’anidride carbonica sottopelle, aumentando il flusso di sangue nella zona trattata. In questo modo, il miglioramento dell’ossigenazione favorisce la circolazione sanguigna, eliminando di conseguenza i prodotti di scarto del metabolismo.

La carbossiterapia e l’utilizzo dell’anidride carbonica nella medicina non è una pratica recente. Queste tecniche venivano infatti utilizzate già nel 1932 in Francia, presso la stazione termale Royat.

I pazienti venivano sottoposti a questi trattamenti per curare problemi di tipo vascolare. Con il passare degli anni, venne evidenziata l’efficacia del trattamento che non veniva ancora definito con il termine che oggi conosciamo, favorendone la diffusione.

Il termine carbossiterapia venne utilizzato per la prima volta da Luigi Parassoni durante un Congresso Nazionale di Medicina Estetica della Società Italiana di Medicina Estetica.

Da questo momento in poi, la carbossiterapia si diffuse sempre maggiormente, diventando un trattamento sempre più apprezzato e utilizzato in tutto il mondo.


A cosa serve la carbossiterapia

Come abbiamo già anticipato, la carbossiterapia viene utilizzata soprattutto nel campo della medicina estetica, per la cura di diversi inestetismi legati ad alterazioni della microcircolazione. Viene infatti utilizzata in campi come la dermatologia, la medicina vascolare, la ginecologia e la medicina estetica.

Per quest’ultima, la carbossiterapia viene utilizzata per trattare vari inestetismi, tra cui:

  • Cellulite
  • Smagliature
  • Grasso localizzato
  • Gonfiori e lassosità della pelle

Altri problemi che possono essere risolti attraverso l’utilizzo di questo trattamento riguardano l’ambito dermatologico e non solo. Ecco alcuni esempi:

  • Ulcere
  • Psoriasi
  • Alopecia e calvizie
  • Invecchiamento cutaneo
  • Insufficienze venose e linfatiche
  • Cicatrici
  • Fenomeno di Raynaud
  • Disturbi legati ad un’alterazione della microcircolazione

Il trattamento può essere effettuato in diverse zone del corpo, come gli arti inferiori, i glutei, i fianchi, l’addome, le braccia e, per interventi puramente estetici, anche su collo, seno e viso.


I benefici della carbossiterapia

L’anidride carbonica che viene iniettata durante il trattamento di carbossiterapia ha effetti benefici sulla circolazione, migliorando di conseguenza l’ossigenazione dei tessuti ed eliminando le scorie.

Questo porta ad una serie di benefici, in particolare a livello epidermico, con una pelle più tonica e luminosa, riducendo inoltre i segni dell’invecchiamento.

L’anidride carbonica ha però effetto anche sul grasso corporeo, favorendo l’eliminazione dei tessuti e riattivando il metabolismo cellulare attraverso una doppia funzione lipolitica. Per questo motivo il trattamento è perfetto per combattere la cellulite, cuscinetti adiposi e altri inestetismi.


Carbossiterapia: come viene eseguita

La carbossiterapia è a tutti gli effetti un trattamento medico e per questo motivo deve essere eseguita esclusivamente da personale specializzato e utilizzando le apposite apparecchiature.

La somministrazione di anidride carbonica viene effettuata attraverso un apposito macchinario, da cui partono dei tubi collegati a degli aghi molto sottili. È proprio da questi aghi (che devono essere sterili e monouso) che viene iniettata l’anidride carbonica.

L’apparecchio ha un serbatoio all’interno del quale è contenuta l’anidride carbonica. Attraverso un flussimetro viene regolato il flusso di gas da iniettare.

La frequenza e il numero di sedute dipendono dalla patologia che deve essere trattata, ma in linea di massima vengono effettuate con cadenza settimanale. Ogni seduta dura solitamente 20-30 minuti.

Anche la comparsa dei primi risultati dipende da diversi fattori, ma solitamente già dopo 2-3 sedute si possono notare dei miglioramenti.


La carbossiterapia è dolorosa?

In generale il trattamento di carbossiterapia non è doloroso.

Esiste comunque la possibilità che pazienti particolarmente sensibili possano percepire del dolore, in particolare in zone sensibili e si sceglie di utilizzare un anestetico locale per aumentare il comfort del paziente.

In linea generale, se viene utilizzata l’attrezzatura corretta e se il medico è un professionista non esistono rischi per il paziente sotto questo punto di vista.


Carbossiterapia: effetti indesiderati

La carbossiterapia ha pochissimi effetti collaterali. In generale, i pazienti sentono una sensazione di bruciore per qualche minuto nell’area del trattamento durante la somministrazione del gas. Altri effetti indesiderati possono essere lievi fastidi, indolenzimento cutaneo e la comparsa di piccoli lividi che scompaiono nel giro di qualche giorno.

Chiaramente, degli effetti più gravi potrebbero verificarsi quando viene iniettata una quantità eccessiva di gas o quando la tecnica non viene eseguita nel modo corretto. I rischi gravi possono essere evitati affidandosi ad una clinica specializzata nella quale vengono utilizzati macchinari all’avanguardia solo da medici preparati.


Carbossiterapia: le controindicazioni

Il trattamento della carbossiterapia è considerato sicuro, ma esistono comunque alcune controindicazioni. Il trattamento non è indicato nei seguenti casi:

  • Gravidanza
  • Anemia grave
  • Diabete
  • Patologie cardiache
  • Insufficienza cardiaca
  • Insufficienza renale ed epatica
  • Insufficienza respiratoria cronica

Prima di effettuare questo trattamento è perciò necessario effettuare una visita di controllo per scongiurare qualsiasi rischio.


Dott.ssa Silvia Baldini

Dott.ssa Silvia Baldini

Fisioterapista, Titolare BS Fisiomed

Silvia Baldini si distingue come professionista altamente qualificata nel settore della fisioterapia, con un'ampia esperienza tecnica e manageriale. [Leggi il CV di Dott.ssa Silvia Baldini]




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